“Non possono consigliarti nient’altro che l’allattamento al seno.”
Ciao, mi chiamo Michiel. Sono il marito di Monique. Lei scrive sul blog di Pure Goat Company delle sue esperienze con il latte artificiale. Da padre orgoglioso della nostra bimba qui sopra, naturalmente ho anch’io la mia opinione in merito. Ecco perché oggi questo blog lo scrivo io!
Ho enormemente sottovalutato l’impatto della paternità. E sono fortunatissimo ad avere una moglie che non fa nulla alla leggera! La gravidanza è stata una sorpresa, ma eravamo entrambi felicissimi. La nostra bimba (come si è scoperto poi) era più che benvenuta! Ma poi…
Quante cose ti piombano addosso! Dai vestitini al posto per dormire fino all’alimentazione: quante scelte. E in più ricevi in omaggio quelle verifiche intermedie sotto forma di ecografie e visite dall’ostetrica. Le ho trovate ogni volta emozionantissime, soprattutto la prima ecografia! Il cuoricino batte bene e tutto sembra svilupparsi come previsto?
In realtà fino alla prima ecografia avevamo entrambi rimandato i preparativi. ‘Poi si vedrà.’ Ma quando il primo controllo è andato bene, era davvero ora di mettersi all’opera!
Vogliamo entrambi fare scelte ponderate. Solo su cose diverse…
Monique si preoccupa soprattutto di cose come l’alimentazione e i vestitini (lana, lana e, da non dimenticare: lana). Mentre io penso soprattutto al seggiolino giusto per casa e auto, al passeggino eccetera. Direi una divisione dei compiti involontariamente piuttosto stereotipata.
La tenuta di strada e le prestazioni di guida sulla sabbia della spiaggia si sono rivelate purtroppo una vera delusione…
Io inoltre sono un po’ più sbrigativo nelle scelte. Sinceramente mi faceva piacere che Monique facesse tante ricerche. A volte però per me si spingeva troppo in là. Quando io la scelta l’avrei già fatta da un pezzo, lei continuava a indagare per giorni. In parte è il suo carattere, ma non sottovalutare nemmeno gli ormoni della gravidanza!
Noi mangiamo principalmente biologico, e lo ritenevamo importante anche per la nostra piccola
Io per esempio avrei scelto il latte in polvere biologico più economico del supermercato. Con la logica ‘Biologico: fatto’. E il resto è rigidamente regolamentato, quindi non fa differenza. Ma Monique si è messa a scavare. Poi è arrivata con ogni sorta di argomenti e una spiegazione che andava oltre il mio interesse.
Come dicevo, sono contento del suo carattere risoluto. E, in tutta onestà, a me fa risparmiare tempo e la ricerca viene fatta in modo molto accurato. Così posso accettare tranquillamente la scelta, sapendo che è la scelta migliore.
Mi sono quindi limitato a un “Ok amore, allora facciamo così, no?”. È così che una confezione della Pure Goat Company è finita nella borsa per l’ospedale (e qualche altra, per sicurezza, in dispensa).
L’aggiunta era di vitale importanza per nostra figlia
Alla nascita nostra figlia era un po’ sottopeso e l’allattamento al seno non andava molto liscio. Per fortuna niente di grave. Ma era molto importante che, oltre al poco latte materno disponibile, ricevesse un’aggiunta per raggiungere il peso giusto. Per lei era davvero di vitale importanza.
Della nostra ‘caccia’ alle informazioni su allattamento al seno e latte artificiale leggi di più nel racconto di Monique. Ma quello che ho capito solo tardi è che esiste un movimento pro-allattamento al seno fortissimo. Ancorato nella legislazione europea, con ogni sorta di restrizioni e prescrizioni, controlli severi e multe.
In ospedale e a casa abbiamo parlato con specialiste dell’allattamento (si chiamano consulenti per l’allattamento) e chiesto consiglio più volte. Solo che nessuno ti dice che a loro non è affatto consentito consigliare di dare qualcosa di diverso dal latte materno. Assurdo, quando fai così fatica ed è di fondamentale importanza che il tuo bambino cresca bene di peso, in un modo o nell’altro!
Lo stesso vale, tra l’altro, per il consultorio pediatrico e per l’ostetrica. Nemmeno loro possono consigliare liberamente e ragionare insieme a te. Va benissimo, è stato pensato così, però:
Per favore, che ci sia trasparenza!
Così puoi mettere le informazioni nella giusta prospettiva. E valutarle per quello che valgono. Basterebbe un semplice disclaimer sul loro biglietto da visita, sul sito web (o, al limite, sulla fronte, ahah).
Auguro a tutti i papà e a tutte le mamme tanta fortuna e saggezza per tutto ciò che potrà capitarvi!